18 Novembre 2007

ERBE ESOTERICHE

ARANCIO

Il fiore di quest’albero è tradizionalmente considerato simbolo di innocenza, si usava metterne un mazzetto nelle culle dei neonati per portare loro fortuna.

Da sempre però è stato usato come propiziatorio per gli sposi. Infatti il mazzo della sposa è confezionato con la zagara, appunto il fiore d’arancio.

Il suo potere talismanico si concentra soprattutto nel dono dell'equilibrio e del buon senso necessari, per portare a termine progetti ambiziosi.

Un altro dei benefici che offre è quello di un buon matrimonio, se si avrà la cura di seccarne dei fiori, presi dal mazzo di una sposa.

Il frutto cioè l’arancia è da sempre portatrice di felicità amorosa; in Sicilia si usa ancora oggi prendere un'arancia non matura, infilzarla con 56 chiodi di garofano, pronunciando ogni volta il nome della persona che si vuole conquistare. Si conserva fino al suo essiccamento.

E’ una magia propiziatoria, non una legatura o fattura d’amore.

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Antichi Consigli Magici

La Smalocchiatura

Dopo aver trattato nella trasmissione scorsa l’abitino per proteggersi dal male, ho deciso di darvi un metodo utilissimo e determinante quando invece dovrete annullare il malocchio. Il malocchio come sapete è l'invidia che qualcuno vi ha tirato e che sempre porta sfortuna e alcune volte un grosso mal di testa. Seguite il procedimento con scrupolo. Questo piccolo rito si trova da sempre nelle usanze popolari di tutte le regioni italiane, pur con qualche piccola variante. Questo metodo napoletano mi fu insegnato dal mio primo maesto, Sor Giovanni Rettore, grande saggio di Melito di Napoli.

Occorrente:
Una scodella di ceramica bianca,
un pizzico di terra raccolta da voi,
un bicchierino di olio vergine di oliva,
sale grosso,
Rosmarino.

Questo rito si può fare tutti i giorni. Esso è un derivato di quella usanza che avrete sicuramente visto praticare da qualche vecchina per scacciare il malocchio. Prendete la scodella e riempitela d'acqua fino al bordo inferiore, fate sull'acqua tre segni di croce con la mano destra, dicendo: "Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo".
Dite ora la seguente formula: "Ti scongiuro malocchio che hai invaso..... (dire nome e cognome)", e fate il segno della croce sulla fronte della persona che ritenete colpita. Fatto ciò, intingete il pollice destro nell'olio di oliva e fatene cadere tre gocce nell'acqua della scodella, facendo attenzione a cosa succede. Se le gocce d'olio si allargano significa che la persona ha preso il malocchio. Se invece le gocce d'olio rimangono galleggianti senza allargarsi, allora non è stato preso il malocchio. Nel caso ci fosse, prendete il sale grosso e fate tre croci sull'acqua della scodella facendolo cadere dentro, poi dite: "Io ti scongiuro malocchio per il potere della Santissima Trinità". Detto ciò aggiungerete la terra che avevate fatto prendere alla persona colpita e qualche foglia di rosmarino, miscelando tutto. Gettate il contenuto della scodella fuori di casa, non nel lavabo.

Download Antichi Consigli Magici - Smalocchiatura di Sor Giovanni

Dalla Notte Dei Tempi

rosa del roseto di san francesco_400

Roseto Miracoloso di San Francesco

Questa settimana faremo una sorta di gita al santuario della Porziuncola, a Santa Maria degli Angeli ad Assisi. Qui si trova la prima chiesetta di san Francesco dove poi il santo patrono d’Italia si ritirò e vi morì.
Vedremo una tradizione antichissima, risale all’inizio del 1200, Il roseto miracoloso di san Francesco che testimonia ancora oggi il contatto privilegiato che lui aveva con Dio e con il misticismo.
Vi ho portato una piccola rosa colta in questo roseto, uno dei pochi prodigi che anche la scienza ha constatato e confermato.
Il prodigio si verificò a Santa Maria degli Angeli, un borgo vicino Assisi, in cui il santo si ritirava per pregare.
Il Demonio lo tentò di cessare la sua penitenza, facendogli addirittura sentire il richiamo dell’amore e della sessualità. San Francesco per non cadere nel peccato si gettò in un roveto carico di spine, che al contatto con il santo diventò un fioritissimo rosaio senza spine, dono del Signore per premiare la sua forza e amore per Lui.
Questo roseto fiorisce tutt’ora e i frati distribuiscono ancora queste sante foglie per i malati. Molti nei secoli hanno dichiarato di essere stati miracolati, da varie malattie ed epidemie mortali.
La rosellina che vedete, mi fu donata lì anni fa dal superiore dei francescani.
La botanica, la scienza che studia il mondo vegetale, la ha classificata con il nome di Rosae Assisiensis, perché è l’unica in natura a non avere spine.
Va anche detto che questo santo è l’unico ad essere onorato e venerato in tutte le religioni del mondo: in India viene considerato uno dei più grandi avatar mai esistiti, nell’islam è rispettato e onorato, perché si recò a parlare con i discendenti di Maometto.

Vi voglio anche far notare che san Francesco è stato l’unico santo al mondo ad avere avuto l’apparizione della Santissima Trinità nel santuario dell’Averna.

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